Fotovoltaico con accumulo

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DETRAZIONE FISCALE DEL 50% PROROGATA FINO AL 31/12/17

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Perché Fotovoltaico con accumulo?

Gli impianti fotovoltaici con batterie d’accumulo sono considerati la nuova frontiera del fotovoltaico domestico. La quantità in eccesso di energia prodotta dal fotovoltaico, infatti non viene ceduta alla rete ma immagazzinata dalle batterie, così da poter essere utilizzata quando l’impianto non produce. Come si evince dalla tabella riportata di seguito, l’autoconsumo è quasi totale!

Il grafico rappresenta i flussi di energia prodotti da un impianto fotovoltaico ed utilizzati durante una giornata esempio. L’impianto è inteso dimensionato sui consumi effettivi dell’abitazione.

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Grafico FV.

Legenda:

  • Area rossa energia acquistata.
  • Area verde energia prodotta dal fotovoltaico e auto consumata.
  • Area grigia energia prodotta dal fotovoltaico e venduta.

La linea nera delimita l’area che rappresenta il consumo della casa.

La linea blu delimita l’area che rappresenta l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico.

Osservando l’intersezione creata dalle due linee, si evince che solo durante le ore centrali del giorno il fabbisogno della casa (circa il 40% su tutta la giornata) è compensato dalla produzione dell’impianto fotovoltaico. Il resto 60% della produzione viene immesso in rete. Le esigenze di consumo infatti, raramente coincidono con il momento di produzione dell’impianto: per questo motivo il 60% dell’energia richiesta da una casa durante le ore di minor produzione dell’impianto, viene acquistato.

Per ovviare a questo problema e rendere le strutture domestiche indipendenti, si è pensato di accumulare l’energia prodotta e non utilizzata, in modo da poterne usufruire nel momento più utile.

Di seguito la medesima giornata-tipo, con l’inserimento di un sistema di accumulo.

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Grafico accumulo

Legenda

  • Area rossa energia acquistata.
  • Area verde energia prodotta dal fotovoltaico e auto consumata.
  • Area azzurra energia prodotta dal fotovoltaico ed immagazzinata nelle batterie.
  • Area grigia energia prodotta dal fotovoltaico e venduta.
  • Area gialla energia prelevata dalla batteria.

La linea nera delimita l’area che rappresenta il consumo della casa.

La linea blu delimita l’area che rappresenta la produzione dell’impianto fotovoltaico.

In questo caso il 60% della produzione, che nel primo caso sarebbe stato immesso in rete, viene accumulato per il 45% e immesso in rete per circa il 15%. In questo caso solo il 15% del fabbisogno totale della casa viene acquistato, perchè il restante 85% del fabbisogno viene soddisfatto dall’impianto fotovoltaico integrato al sistema di accumulo.

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RIEPILOGO

Sito 1.2

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Sistema di Accumulo

Normalmente un sistema di accumulo è costituito da:

  • sistema elettronico di gestione ha il compito di indirizzare l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico in base alle priorità, normalmente la scaletta prioritaria è la seguente:
    1. Inviata ai Carichi (frigorifero, lavatrice, lavastoviglie ecc.)
    2. Accumulata (batterie)
    3. Immessa in rete ( venduta.)
  • L’accumulo deve avere caratteristiche idonee all’ambiente, dove sarà installato, i maggiori problemi riscontrati sono:
    1. Temperature ambientali (determinati accumuli, non sopportano temperature troppo rigide o troppo calde).
    2. gli ingombri
    3. Il peso; alcuni accumuli possono raggiungere anche 3 quintali.
    4. L’affidabilità e la % di scarico, esistono accumuli che non possono essere scaricati più del 60% della loro carica, altri che per essere scaricati devono attendere la carica completa.

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Oggi il mercato dei sistemi di accumulo si può considerare maturo per  soddisfare le varie esigenze e nella maggior parte dei casi i punti critici sopra menzionati sono stati risolti.

Alia si propone per studiare il sistema più idoneo alle vs esigenze, partendo dal fatto che abbiate già un impianto fotovoltaico o dobbiate realizzarlo ex novo.

Nel primo caso ALIA propone una tipologia di sistema che può essere adeguato all’inverter esistente, nel secondo caso vista la necessità di installare la totalità dell’impianto ALIA propone degli elementi quali inverter e sistemi di accumulo già predisposti per comunicare fra di loro, comunque in entrambi i casi le batterie utilizzate saranno agli ioni di  Litio.

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Quando si può fare?

Con la pubblicazione dell’attesa delibera sui sistemi di accumulo, l’Autorità per l’Energia ha chiarito quando si può fare. A patto che le batterie non immettano energia in rete lo si può sempre fare, anche per gli impianti realizzati in passato che ricevono gli incentivi del secondo, del terzo o del quarto Conto Energia. Unica eccezione è per gli impianti installati con il primo Conto Energia, cioè quelli allacciati tra il 2005 e il 2007, che altrimenti perderebbero il diritto alla tariffa incentivante.

Come funziona?

Quando il mio impianto produce (di giorno) posso stoccare temporaneamente parte dell’energia in surplus per utilizzarla la sera quando i pannelli non producono. Così la sera, anziché acquistare energia dalla rete, a un prezzo che per i clienti residenziali è di circa 0,25 €/kWh, potrò utilizzare quella autoprodotta e stoccata di giorno nelle batterie. In questo modo si riducono i costi in bolletta: in linea di massima con un autoconsumo del 90%.

Quanta energia devono accumulare le batterie?

Il fabbisogno medio annuale di una famiglia è di circa 3mila kWh che, indicativamente, corrisponde a poco meno di 8 kWh/giorno. I consumi di una famiglia avvengono (in media) per il 50-70% di sera e di notte ecco perché, per avere un buon livello di autonomia dalla rete, l’impianto fotovoltaico con batterie dovrà sfruttare il picco produttivo giornaliero per rendere disponibili nelle ore serali almeno 4 kWh. Questi kWh accumulati di giorno verranno usati di sera riducendo il prelievo dalla rete. Per semplificare: se riesco a sfruttare delle batterie per stoccare temporaneamente almeno 4/5 kWh al giorno, posso pensare di essere autosufficiente per circa il 90%. Ovviamente le performance che si riescono ad ottenere saranno diverse nei vari mesi dell’anno, cio’ dipende dalla diversa quantità di radiazione solare.

Tipi di batterie

Il mercato oggi offre essenzialmente due tipi di batterie utilizzabili per questo tipo d’impianti fotovoltaici: le tradizionali batterie al piombo (o meglio: al piombo-gel) e le batterie agli ioni di litio. Ciò che le differenzia sono essenzialmente due cose: i costi in rapporto alla loro “capacità di accumulo” e la durata nel tempo. Le batterie agli ioni di litio, anche se decisamente più costose, hanno una maggiore durata ed efficienza: sono garantite  10 anni e hanno una capacità di carica/scarica intorno all’90%. Le batterie al piombo e piombo/gel sono garantite mediamente dai 2 ai 5 anni e hanno una percentuale di scarica intorno al 50%. Sono dunque meno efficienti, anche se più economiche.

Il mercato

Il mercato domestico del fotovoltaico è ancora relativamente giovane per quanto riguarda i sistemi di accumulo collegati agli impianti, ma offre già alcune soluzioni interessanti nelle quali le batterie vengono integrate nell’inverter. Come sempre la vera incognita sarà quella dei costi; il costo e la durata delle batterie saranno in grado di essere effettivamente giustificati dai risparmi generati? Si tratta, per ora, di un precario equilibrio anche in considerazione del fatto che in Italia, a differenza della Germania, per ora non si parla d’incentivazione dello stoccaggio domestico (Si veda anche QualEnergia.it, Storage per il FV: arrivata la delibera, partirà il mercato?)

Gli incentivi

Praticamente certa è invece la proroga delle detrazioni fiscali del 50% sugli impianti fotovoltaici sotto ai 20 kW (al servizio di casa) e sui relativi sistemi di accumulo. Lo sgravio fiscale, infatti, stando al testo della legge di Stabilità rimane attivo anche per tutto il 2017 e, grazie a questa possibilità, i costi ancora leggermente alti vengono compensati fiscalmente rendendo conveniente l’investimento.

Tipologie di accumuli utilizzati da Alia

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